Segue dalla seconda puntata

5.

E un giorno, due mesi dopo, lei arrivò a Perugia, senza prima avvertirmi. Suonò al mio citofono e sentendo la mia voce, disse soltanto: « Sono io ». Come se sapesse bene che io non potevo fare altro che aspettare lei, e che quindi era scontato che quell’ “io” poteva essere solo lei. Era l’inizio dell’inverno e Marta entrò in casa mia con addosso un cappottino rosso scuro che le stava benissimo, con delle scarpe marroni a tacco piccolo e i capelli lavati, sciolti e vaporosi. Posò la sua borsa nell’ingresso e con aria da padrona mi disse: « Beh, non sei contento di questa sorpresa? »
Questo suo modo dolcemente aggressivo mi fece intimidire di nuovo e risentii nella carne, con un certo dolore, la mia inferiorità sentimentale nei suoi confronti. La rividi forte e sicura di sé e mi venne davvero voglia di inginocchiarmi davanti a lei, e di baciare le sue scarpe marroni, eleganti, di vernice, che solo a guardarle mi eccitavano alla grande.
Poi mi ripresi, e sapendo che lei mi voleva come ero stato l’estate precedente, allegro, complice, scherzoso, l’accolsi da amico, da grande amico.. Ma non riuscii a non perdermi ogni tanto per interi secondi a guardarla, a squadrarla in tutto il suo splendore, ad adorarla solo con lo sguardo, mentre le dicevo battute del cavolo che dovevano servire a divertirla.
Mi disse che aveva voglia di rivivere qualcuno dei nostri momenti dell’estate e che non aveva voglia di aspettare la successiva. Inoltre, come prevedevo, cominciò a raccontarmi dell’inizio di un nuovo amore.
Era appena all’inizio, quella storia, e lui, l’oggetto del desiderio, non sapeva ancora niente. Mi raccontava quella storia prima ancora che iniziasse, insomma, e io, dopo aver ingoiato come una pillola amara quel nuovo piccolo dolore, mi dissi che quella era vera complicità ora, mi dissi che io avrei vissuto insieme a lei quel suo nuovo grande amore, passo dopo passo, e che stavolta le sarei stato più vicino e complice io di quanto lo sarebbe stato quel nuovo uomo che stava entrando nella sua vita.

Era un dottore che lavorava nel suo centro medico, anche stavolta molto più grande di lei. Un uomo maturo, sposato e con figli, bello, interessante e ricco, molto ricco… Mi raccontò che lei piano piano aveva cominciato ad ammiccare verso di lui, con garbo. E che le sembrava che lui, pur senza darlo a vedere, avesse colto i suoi segnali. Ed ora quella storia cominciava a coinvolgerla, anche solo come gioco, come passatempo intrigante. Andava molto più volentieri a lavorare e si metteva sempre tirata ed elegante, cercando di parlare al dottore con i suoi vestiti e con i suoi look, visto che non osava rompere il ghiaccio con le parole.
Mentre parlava si riscaldava, si entusiasmava e mi faceva capire quanto quella nuova storia la intrigasse. Alla fine mi disse: « E’ cominciato tutto quando sono tornata a Firenze dal paese, sai… Quei giorni con te mi hanno davvero rimesso al mondo…»
Oddio! Dopo quella sua frase, mi incantai ancora a guardarla e ci fu un attimo pesantissimo di silenzio. Lei si accorse di averla detta veramente ambigua, la cosa, e allora cambiò subito discorso, cambiò subito tono e mi chiese di uscire a pranzo insieme.
Passammo una giornata bellissima, ma la sera lei ripartì. Era domenica e il giorno dopo doveva essere al lavoro. Disse che sarebbe tornata, presto. Ma io sapevo che, come era successo altre volte, se fosse cominciata la storia con il dottore, ci sarebbe stato un altro dei nostri “distacchi”.
Quanto avrei di nuovo sottilmente sofferto! E quanto avrei visto tutto ricominciare da capo! Compreso il rinascere della mia rabbia periodica “post-speranze deluse” e la successiva, inevitabile decisione di rimettere tra noi una distanza di sicurezza…
Che infatti anche stavolta alla fine misi, in modo più forte e più netto del solito, decidendo di darmi del tutto ad Adele.
Le chiesi di sposarmi. Avevo ventinove anni ormai, avevamo entrambi un lavoro ed io volevo dei figli. Lei era la donna giusta per farli e lei, tra l’altro, era proprio da me che voleva dei figli…

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Armonia ama l’amore e ha un'azione trascinante sugli altri grazie al suo innato ottimismo e all'atteggiamento fiducioso che ha verso la vita e verso gli uomini. Seguimi e ti coinvolgerò nell’euforia della mia positività. Darai così una svolta alla tua esistenza e ti sentirai in perfetta armonia con l’universo dell’altro sesso. Sarai una amante equilibrata e allo stesso tempo sfrenata! Armonia non sopporta la donna insicura, diffidente e che si piange addosso. Voglio salvarvi da questo vortice di negatività dove vi siete rifuggiate per paura di soffrire. Vivere è sperimentare quindi non restate immobili a meditare sul senso della vita. Vivete la vita amandola e tutto sarà più facile. La mia frase: l'amore non si vanta, non si comporta in modo sconveniente e non cerca il proprio interesse, ma gioisce con la verità: tutto crede, tutto sopporta, tutto spera!

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